Italiano

La storia

La prima traccia storica certa di Ravascletto si ha in una pergamena conservata nella Biblioteca civica di Udine che porta la data del 5 novembre 1281 nella quale si cita un maso “in villa Rovoscleti” di proprietà dei Canonici di S. Pietro in Carnia; all’epoca il territorio era compreso nei domini del Patriarcato di Aquileia. I masi, massaricias o mansi, erano tenute agricole, costituite da una casa e terreni coltivati da contadini liberi che erano obbligati a corrispondere le decime, in genere in natura, e servizi gratuiti al proprietario signore.
Dal Trecento in avanti i documenti si fanno più frequenti. La struttura amministrativa era di stampo feudale i cui privilegi venivano esercitati da soggetti non residenti sul luogo (ad esempio i signori di Valvasone, di Cucagna, di Villalta, la chiesa di Aquileia), non avendosi notizie di famiglie nobili locali. Si deve ricordare che la nobiltà carnica era stata severamente punita dal Patriarca Nicolò del Lussemburgo perché colpevole di aver partecipato alla congiura che portò all’uccisione del Patriarca Bertrando di S. Genesio nel 1350. Nicolò fece decapitare Ermanno di Carnia (o di Lucinis) e distrusse fra il 1351 e 1353 i castelli della Carnia, che già avevano subito i danni del disastroso terremoto del 25 gennaio 1348.
La mancanza di una nobiltà locale lasciò quindi spazio all’affermarsi delle strutture comunali, che per Zovello sono già attestate nel 1394.
All’inizio del Trecento esistevano, oltre all’abitato di Ravascletto, quelli di Palù e Solars (citati nel 1323), già riuniti nel nome collettivo di Monay (1308) e Zovello(1320). Nel 1320 viene citata la chiesa di S. Andrea a Zovello e tre anni dopo è documentata quella di S. Matteo: ciò è a dimostrazione che i villaggi dovevano essere di una certa consistenza, con una popolazione in prevalenza formata da agricoltori e allevatori.
Al momento del passaggio dal Patriarcato alla Repubblica di Venezia, nel 1420, la Valcalda è organizzata in comuni autonomi con propri beni (pascoli, boschi, prati, campi) e propria assemblea (vicìnia) che li gestisce. Da occidente troviamo il comune formato da Solars e Campivolo, seguito da quello di Stalis e Palù, comprendente la chiesa principale, e quindi Ravascletto. Questi tre comuni formavano l’università della valle di Monaio, che si riuniva periodicamente quando le questioni travalicavano gli interessi del singolo villaggio. All’estremità orientale il villaggio di Zovello che formava comune a sé, ma insieme con Monaio si riuniva a trattare e deliberare sui casi che riguardavano la Valcalda. Quello che è oggi il comune di Ravascletto risale alla riorganizzazione amministrativa realizzata dai francesi nel 1806 quando la Carnia faceva parte del regno d’Italia napoleonico. Zovello fu, fino al 1814, aggregato al comune di Cercivento, per poi tornare, con l’Austria a far parte di quello di Ravascletto, con il quale condivideva le sorti sin dalle origini.